sabato 24 ottobre 2020zona 2

Tracce Corporee

Studio Manzoni

artisti

Gio Manzoni, Sara Meliti, Silvia del Grosso, Juri Ronzoni, Paolo Guarnieri, Andrea Cavarra, Alessandra Vaghi, Marek

a cura diMichela Ongaretti, Alisia Viola

INFO

via Derna, 23

Dalle 11.00 alle 21.00 

sinossi

Otto anime ragionano attraverso il linguaggio del corpo, della sua forza espressiva e della sua presenza simbolica e scenica.

descrizione

Studio Manzoni presenta TRACCE CORPOREE con gli artisti Gio Manzoni, Sara Meliti, Silvia Del Grosso, Juri Ronzon, iPaolo Guarnieri, Alessandra Vaghi, Andrea Cavarra e la partecipazione del performer Marek a cura di Michela Ongaretti e Alisia Viola.Studio Manzoni partecipa a Walk in Studio in una veste rinnovata, una fucina di produzione d’arte che accoglie il frutto di diverse ricerche, non soltanto durante la kermesse autunnale. Studio Manzoni ha fatto tesoro di un bisogno nato durante il lockdown, quello di un progetto condiviso nel rispetto delle individualità, per diventare una factory aperta ogni giorno a stimoli esterni, nell'integrazione delle discipline artistiche.Per Walk in Studio otto anime ragionano attraverso il linguaggio del corpo nella sua forza espressiva e nella sua presenza simbolica e scenica, privilegiando la grafica lineare delle sue forme. Il disegno dell’anatomia tanto presente nello studio è declinata in esperienze eterogenee, offerte al pubblico quali esempi di ricerche pluriennali. Tracce Corporee esplora la fotografia di Sara Meliti e Juri Ronzoni, che analizzano lo spazio e la metafora del corpo in azioni performative, sia nella genesi che nel suo svolgimento teatrale. Per il mondo del teatro sono create le sculture di Andrea Cavarra, mentre i disegni di Silvia del Grosso partono dalle pagine di taccuini per diffondere linee e concetti su supporti mobili, da indossare. Paolo Guarnieri osserva con curiosità la routine quotidiana di donne presenti e immaginarie, Alessandra Vaghi esporrà per la prima volta il suo studio sulla figura ispirandosi alla mitologia, in una pittura densa di significati simbolici legati alla contemporaneità. Il padrone di casa Gio Manzoni accompagna lo sguardo nella moltiplicazione delle forme disegnate, più spesso femminili, fuori da canoni estetici o da modelli espressivi, in un vortice dal gusto déco.L’atelier ospiterà il performer Marek, che fa del linguaggio del corpo una vera e propria danza, o della danza un vero e proprio linguaggio. La sua ricerca si unirà a quella di Manzoni attraverso una sorta di tableau vivant dello spirito che muove le figure del disegnatore, secondo una sequenza di movenze studiate dai due artisti. Marek avrà posato per Gio Manzoni nei giorni precedenti quindi in mostra saranno esposti i disegni della coreografia. Durante Walk in Studio la danza riproporrà live i gesti e le espressioni corporee degli studi su carta, mentre la pelle di Marek sarà decorata da simboli urbani e tribali: così le due discipline si manifesteranno in parallelo secondo una genesi autonoma, per dare luogo ad una performance possibile solo grazie alla loro integrazione. Un'area dello studio sarà dedicata ad una selezione di artisti che fanno parte della futura programmazione della factory di via Derna: Sonia Aloi porterà disegni e serigrafie connotate dalla sua personale idea di erotismo, ironico e zuccheroso, la scenografa Serenella Bellini con la sua produzione di arredi. Per l’evento saranno in mostra un tavolino ed una seduta, ideati e realizzati insieme a Gio Manzoni.L’ alfabeto del corpo è la base del dialogo individuale e collettivo, di cui l’espressione verbale è una diretta conseguenza. Il linguaggio non verbale è la forma più potente di comunicazione; comprende infatti tutti i gesti che il nostro corpo produce inconsciamente come reazione alle emozioni. Lo studio di Giovanni Manzoni vede la partecipazione di idiomi differenti, che vivono di espressione, energia e movimento. L’arte racconta il corpo e il corpo racconta l’arte: attraverso le svariate discipline presenti, emerge costantemente la mimica corporea che, al contempo, racconta la genesi delle diverse espressioni artistiche presenti. Si tratta infatti di un ciclo che ha origini nell’arte primitiva attraverso le maschere di Cavarra, analizzando l’espressione facciale, sino ad arrivare ai linguaggi più contemporanei, passando dal disegno alla pittura, sino alla fotografia alle arti performative. Queste ultime si focalizzano maggiormente sul movimento del corpo, sulle tracce che vengono rilasciate in maniera leggibile e permanente nell’opera.Un elemento fortemente presente è sicuramente la Natura, da cui tutto ha inizio e vita. Dalla Terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’essere umano.Noi siamo il frutto della Terra feconda, come l’arte getta le sue fondamenta nella preistoria. Il progetto vuole esplorare il ciclo della vita e il ciclo dell’arte, mostrando le loro diverse contaminazioni che li rendono indissolubili.Gio Manzoni porta da sempre nella sua ricerca il senso profondo del linguaggio e del simbolo sul corpo. Anatomie che si intrecciano e avvolgono l’osservatore nei disegni di grande formato, ibridi e metamorfosi tra forme femminili e animali totem, richiami alla mitologia e ai misteriosi e curiosi abitanti del pianeta Terra più selvaggio. Il caleidoscopio di figure intreccia come sempre la visione dinamica del tratto michelangiolesco ad una immediatezza di comprensione affine alla street art, a cui negli ultimi anni si è accostata una sperimentazione sul colore. Dal caffè della patria indigena che ha identificato a lungo le carte di Manzoni, all’accostamento di colori saturi ad ecoline. Senza dimenticare mai l’utilizzo del colorante naturale armonizzante ed evocativo con dripping, la sperimentazione ad ecoline si integra nel 2020 alla ricerca di altre colorazioni provenienti al 100% da sostanze vegetali. L’interesse per la forza e la bellezza dell’espressione di un carattere attraverso la mimica e le movenze del corpo umano ha stimolato l’artista ad aprire il suo studio. Varcata la soglia dell’atelier si respirano diverse ricerche: ci troviamo in una fabbrica d’arte quotidiana che per Walk In studio amplifica il suo suono con un coro di voci soliste.Sara Meliti presenta il progetto fotografico “NASCìU”. Si tratta di un racconto di origini e legami terreni sorto a Pantelleria. È un lavoro realizzato a stretto contatto con la performer Silvia Del Grosso. É un venire alla vita libero, privo di genere e specie, che include l’intera umanità. Il soggetto centrale è un organismo che prova a muoversi in una Terra sconosciuta, con condizioni spesso difficili, cercando energia dalle sue radici per poter sbocciare. Inconsciamente ogni luogo è dentro di noi, non apparteniamo ad un determinato territorio, tuttavia all’intero creato. Siamo di ogni singola parte dell’universo. L’origine del mondo vede la sua casa nell’ambiente naturale, da cui proveniamo, in cui cresciamo, ci nutriamo e dove moriamo. Rappresenta ogni cosa, è il ciclo dell’esistenza. Il rapporto tra Uomo e Natura è il vero protagonista; si crea una forte sinergia tra le due parti, diventando così una cosa sola. Questo legame indissolubile è evidente osservando le immagini, che raccontano il sentimento di appartenenza ancestrale e ineffabile alla Natura. Silvia Del Grosso. La pratica artistica di Silvia del Grosso passa sempre attraverso il linguaggio del corpo, in senso teatrale o derivativo ogni sua azione si materializza un concetto nell’incontro sensoriale. Anche per Silvia il disegno vuole avvicinarsi al pubblico in maniera comprensibile, contaminando l’esperienza dell’artista a quella del fruitore. Se quest’ultimo non è mai passivo di fronte ad un soggetto complesso, dal punto di vista simbolico, si trova ad esser ancora più coinvolto quando questo soggetto nasce e si forma attraverso una scansione temporale; se la rappresentazione è l’insieme di diversi disegni realizzati in diverse giornate, nella narrazione del concetto di germinazione . Così avviene per le serie dei suoi Indicatori di Movimento, che celebrano la gestazione e la nascita secondo Natura, con un suggerimento coreografico. Il loro tracciato non indica però un’azione compiuta: sia perchè è inaspettato come possa evolvere graficamente una crescita, sia perché la forma disegnata può migrare verso altre discipline come la performance partecipativa, che mira ricomporre il puzzle, o verso altri insoliti supporti vivi come la pelle umana. Gli indicatori di Movimento possono essere tatuaggi. Come se il fagiolo magico delle fiabe possa a crescere a dismisura, radicato a terra, può raggiungere il cielo o legarsi indissolubilmente alla nostra pelle.Juri Ronzoni. Gli scatti fotografici di Juri Ronzoni hanno come focus il corpo umano. Le immagini documentano le diverse espressioni del corpo e la stretta relazione tra fotografia e performance mettendo in scena giochi di ruolo e trasformazioni fisiche come prospettive fotografiche contemporanee basate su diversi aspetti visivi del corpo e del movimento. Le sue sono esplorazioni contemporanee. Indaga il linguaggio fisico attraverso una fotografia sensibile e spontanea, catturando la vitalità dell’essere umano. L’uomo assimila energia dalla Terra, che lo eleva dal suolo, portandolo alla scoperta del cielo, chiudendo così il ciclo della vita, dalla Terra all’Empireo. L’azione fusa con la natura attraversa la fotografia, creando così un legame indissolubile e imprescindibile tra uomo, natura e spazio.Paolo Guarnieri dipinge partendo dall’oggettività per arrivare a trascenderla. Sono i gesti quotidiani ad intessere la sua memoria del corpo, che l’esperienza di una nuova sostanza nel colore sublima, per portarli in un mondo dove reale e immaginario si mescolano. Sono le figure femminili ad affascinare, per la grazia di una presenza che propone una fisicità estremizzata nell’innesto di altri materiali alla tempera ad olio, direttamente sul supporto. Che sia un tessuto a mimare un reale drappeggio intorno ai fianchi, o che oppure sia un addensamento materico dello stesso colore, questa stratificazione sancisce il regno della rappresentazione, rende teatro l’universo della superficie pittorica. Quell’anatomia femminile che ha impersonificato la mitologia nei capolavori della Storia dell’Arte continua, secondo la visione di Guarnieri, ad essere protagonista di una storia in quanto feticcio inarrivabile, siderale nel riferimento alla scelta cromatica dei pittori Primitivi. Il personaggio è la donna: la compagna, la vicina di casa, l’amante immaginaria del terzo piano. Tutte sono ammirabili per la fecondità dell’espressione, per il potere narrativo del corpo che Guarnieri studia ed elabora sulla soglia di un boccascena ideale. Alcune immagini recenti rivelano un aspetto più oscuro: nelle espressioni dei volti come in ritratti di famiglia maledetti, attraverso le stratificazioni arriva lo sguardo fantasmatico delle figure che sono rimaste sospese tra il colore e la memoria.Alessandra Vaghi dipinge la natura umana attraverso un linguaggio posto al confine tra antico e moderno. Sono evidenti i riferimenti alla mitologia e alla letteratura classica, attraverso una lettura realistica e simbolica. Vi sono chiari richiami alla pittura caravaggesca tramite l’uso dei chiaroscuri e una particolare attenzione verso l’anatomia. Il corpo viene inteso come principio da cui tutto ha origine e come linguaggio universale. Tutto nasce dall’idea dell’uomo Vitruviano. Le opere vogliono sottolineare il rapporto inscindibile, armonico e proporzionale tra Uomo, Terra e Natura. Quest’ultima assume una valenza estremamente simbolica. Oltre ai paesaggi, sono inseriti elementi urbani. L’uomo nasce dalla Terra, creatrice di tutte le cose, tuttavia anch’egli è in continua ricerca di creazione, immettendo nel mondo elementi antropici e artificiali, che si confondono con l’ambiente stesso, donando così una visione equilibrata ed omogenea.Andrea Cavarra realizza maschere in cuoio per la commedia dell’arte, che vogliono intensificare la potenza espressiva del corpo. Il rimando alla preistoria, alla forma di nascita più remota, è estremamente forte ed evidente. Alle origini la maschera aveva una fruizione quasi apotropaica: essa aveva l’obiettivo di allontanare tutti gli spiriti maligni e omaggiare la natura, la fonte primaria di energia e vita. Nell’antichità la natura era il fulcro della vita dell’uomo, il quale, per onorarla e celebrarla, era intenzionato a sacrificare lui stesso e altri esseri viventi. Tutto andava verso giusta direzione se amati dal creato. L’uso della maschera ha quindi origini primitive; si creavano manufatti con sembianze animali e, in questo modo, si consentiva all’uomo di fondersi completamente con la natura. Le simbologie antiche e moderne legate alla maschera sono molteplici e ambivalenti: è distruzione ma anche fertilità, è morte ma anche rinascita.

 

Dal 20 al 24 ottobre su appuntamento per disposizioni anti Covid.

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