sabato 24 ottobre 2020zona 2

Nello spazio fa freddo

Chippendale Studio

artisti

Viola Arduini, Oreste Baccolini, Luka Bagnoli & Elisa La Boria, Matteo Balduzzi, Sara Barberio, Pietro Belotti, Nene Bertoz, Lidia Bianchi, Paolo Bianchi, Steve Bisson, Nadia Busato, Daniele Cabri, Stefano Canetta, Bona Castagnini, Francesca Catellani, Roberto Cavazzuti, Alessandra Cecchini, Loredana Celano, Mara Cerantola, Perry Chan, Michele Corgnoli, Marilisa Cosello, Martina Della Valle, Margherita Del Piano, Giuseppe De Mattia, Alfonso Emanuele, Elena Franco, Claudia Gaudiello, Alessandra Gellini, Gaia Giordani, Davide Glavina, Filippo Glavina, Ilaria Iaquinta & Giacomo Serra, Fiorella Iacono, Giacomo Infantino & Francesca Ruberto, Angelo Iodice, Lea Leroy, Valentina Loffredo, Vanessa Lopes, Paola Lumia, Ambrogio Luzzardi, Giovanni Mantovani, Francesca Marengo, Matteo Martini, Simone Massafra, Gianluca Micheletti, Antonio Miucci, Marco Missiroli, Sara Montrasio, Stefania Oppedisano, Luciano Perciaccante, Paolo Pizzagalli, Marisa Prete, Agnese Riccitelli, Antonio Riello, Lia Ronchi, Valerio Rocco Orlando, Saggion-Paganello, Angelo Sicilia, Joana Skiavini, Jacopo Stofler, Maura Tagliaferri, Dario Torre, Carlo Trimarchi, Jacopo Valentini, Lorenzo Vecchi, Federico Vespignani, Amanda Vila Carbonell, Mirko Zambelli

a cura diGiorgio Barbetta, Chiara Caratti, Monica Cattani, Laura Davì, Luca Panaro, Arianna Sollazzo, Ilaria Sponda

INFO

via Pietro da Bescapè, 3 

Dalle 11.00 alle 20.00 - solo su appuntamento

sinossi

Nello spazio fa freddo è un’esibizione collettiva multimediale, i contributi raccolti riflettono una molteplicità di significati di carattere biologico e cosmologico, ma anche di stampo sociologico, fantascientifico e poetico.

 

descrizione

Le case a igloo del quartiere milanese La Maggiolina, dove lo studio ha sede, hanno ispirato i curatori della mostra che, partendo dalla forma semisferica, ne hanno indagato la ricchezza di significati. Igloo quindi non è solo da intendersi come modello abitativo ma soprattutto come struttura elementare capace di contenere diverse valenze: da quella di cosmo a quella di utero, fonte di vita, da quella di arca portatrice di salvezza a quella di navicella spaziale, cellula di esplorazione. Sulla base di una mappa concettuale appositamente disegnata dai curatori della mostra, che esplora i possibili significati da loro individuati intorno al concetto di igloo, gli artisti sono stati invitati a dare la propria interpretazione sul tema. I contributi raccolti riflettono una molteplicità di significati di carattere biologico e cosmologico, ma anche di stampo sociologico, fantascientifico e poetico. Così il titolo dell'esibizione, Nello spazio fa freddo, vuole evocare lo spazio astronomico, popolato da corpi celesti in equilibrio dinamico, e lo spazio fisico, inteso come distanza e isolamento. Lavorando sull’idea di accumulo, i video, le fotografie e gli oggetti esposti danno origine a un'esperienza ricca di contaminazioni. Il pubblico è invitato a visitare le diverse postazioni dell’esibizione, avendo così la possibilità di sedersi e soffermarsi su ogni diverso contributo, spaziando dalle immagini stampate ai video, dai file audio ai testi autoriali. Lo spazio espositivo si trasforma così in un archivio dove i documenti sono le opere in mostra e l’eterogeneità dei significati e dei collegamenti ne sono i protagonisti. Il progetto è sempre aperto a nuovi contributi e si avvale al momento delle opere di oltre settanta artisti.

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