sabato 24 ottobre 2020zona 2

Mitologia del Corpo - dialogo tra materia e digitale

Il Tempietto Studio di Mataro da Vergato

artisti

Mataro da Vergato, Francesco Diluca

a cura diMataro da Vergato

sinossi

Corpi scultorei e corpi digitali fanno da scena alla performance che vedrà dialogare in un'unica esibizione i due artisti. L'opera d'arte vivente e l'opera d'arte morente uniti nell'eterno conflitto dell'Eros e del Thanatos.

descrizione

Corpi scultorei e corpi digitali fanno da scena alla performance che vedrà dialogare in un'unica esibizione i due artisti: il Mousikée live di Mataro da Vergato e la scultura ardente di Francesco Diluca. L'opera d'arte vivente e l'opera d'arte morente uniti nell'eterno conflitto dell'Eros e del Thanatos. Questo evento è il punto d'incontro di due artisti diversi che si incontrano sul territorio del corpo umano. Mataro da Vergato ospita Francesco Diluca nel suo atelier.

MITOLOGIA DEL CORPO - DIALOGO TRA MATERIA E DIGITALE

Mataro da Vergato - Pittore Digitale e Performer Citaredo

Il corpo digitale perde la materia originaria reale per diventare altro da sé fatto di luce e di pixel in un racconto epico che evoca il mito e metamorfosi di ovidiana memoria, in questo caso quello di Apollo e Dafne. Il disegno preparatorio é frutto dello scatto foto/grafico e i colori e la modellazione sono opera del mouse/pennello mosso dal pensiero pittorico di chi, pioniere da trent’anni in questa modalità artistica ormai più che attuale, ritrova la fascinazione dell’opera pittorica classica fatta però di plastica e numeri. La materia digitale che si osserva è dunque figlia anche di una tecnica che muta spesso nel tempo tanto da rendere involontariamente l’opera stessa, per sua natura replicabile, pezzo unico; mentre il pensiero molteplice che l’ha partorita diventa rappresentazione di un frame, di un istante in cui il racconto é fissato per sempre nella sua bidimensionalità pittorica. Ad esaltare lo sguardo ci pensa la retroilluminazione led che ci riporta in grande formato alla genesi gestatoria dell’opera nata come “affresco digitale” nel piccolo schermo video dell’artista ma che ora ci ricorda che lo schermo cinematografico in qualche modo si é fatto sostituto dell’affresco tradizionale nel raccontare allo spettatore storie e mitologie sacre e profane al di là del tempo e delle mode.

Artista ospite del Tempietto Studio di Mataro da Vergato: Francesco Diluca - Scultore

Francesco Diluca ha scelto una sintesi dei suoi ultimi dieci anni di lavoro per questo incontro.Il corpo si descrive in modo stilizzato, una fusione fra l’anatomia umana e il mondo vegetale ed animale.Come una cattedrale vegetale fatta di filamenti si delineano forme, fasci muscolari e sembianze antropomorfe .Utilizzo simboli per caratterizzare l’opera suggerendo all’osservatore una visione ibridata della realtà.La scultura composta da filato metallico, della serie Post Fata Resurgo, sarà protagonista di una performance durante la mostra. Personalmente ho sempre chiesto al pubblico di vivere questo momento in modo attivo senza fare ne video ne foto. Vivere questo momento in questo modo diventa più intenso. La scultura brucerà in migliaia di lapilli senza creare ne fiamme ne fumo consumandosi ma mantenendo la sua forma originale.Cambiando la sua struttura chimica del filato metallico, durante la combustione, l’opera comincerà un processo lento ed inesorabile verso la sua fine.L’impermanenza, la nascita o la ri-nascita, la fine e l’inizio sono gli aspetti che cerco mentre faccio scultura la figura diventa come un’architettura, una casa, un groviglio di vita e di nuove molteplici realtà.

Performance comune: MOUSIKE’E DI FUOCO per RADICARSI SCINTILLE

Nella performance comune l’azione Mousikèe (poesia, musica e danza) di Mataro da Vergato performer, che canta originali in greco antico accompagnandosi con la sua Lyra/scultura come “opera vivente”, si mette in dialogo con “l’opera morente” di Francesco Diluca che si consuma bruciando in un rituale arcaico del fuoco dove il corpo artistico si purifica e si esalta nella propria auto/consunzione. Le due azioni si fondono per dar vita ad un momento di pensiero e riflessione sulla caducità non solo del corpo ma anche dell’arte, dell’eterno conflitto tra Eros e Thanatos che rendono la natura di questo nostro corpo così vulnerabile e deperibile ma anche divinamente unico ed insostituibile.

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