giovedì 22 ottobre 2020zona 8

#TalkingToTheUniverse

Studio di Helga Franza

artisti

Francesca Petrolo, Sophie Usunier

INFO

via Aleardi, 11

Dalle 19.30 alle 24.00

sinossi
Un'installazione che ci fa riflettere sulla nostra posizione nel Cosmo e sulla nostra voglia di comunicare e di tessere legami non solo con gli altri esseri viventi ma con l’universo. Performance Continuous waves 2, dalle 19.30.
descrizione

 

 

‘L’idea era semplice, parlare all’universo mandando messaggi attraverso un metodo di comunicazione conosciuto da tutti’.(1)

Il codice Morse è una forma ante litteram di comunicazione digitale. Tuttavia, a differenza dei moderni codici binari che usano solo due stati (comunemente rappresentati con 0 e 1), il Morse ne usa cinque: punto (•), linea (—), intervallo breve (tra punti e linee all'interno di una lettera), intervallo medio (tra lettere) e intervallo lungo (tra parole).

(ref. wikipedia)

Siamo felici di presentare, visibile solo dal tramonto, una declinazione di #TalkingToTheUniverse che “dopo le settimane di confinamento, di solitudine, di protezione verso se e verso gli altri” per citare l’artista Sophie Usunier, ci fa riflettere più che mai sulla nostra posizione nel Cosmo e sulla nostra voglia di comunicare e di tessere legami non solo con gli altri esseri viventi ma con l’universo.

#TalkingToTheUniverse è un progetto nato nel 2017 in occasione della Conferenza Passeggiando SS36 a cura di Cose Cosmiche e che è stato riattivato nel 2020 durante i momenti di confino a cui siamo stati obbligati e si è sviluppato, grazie al contributo di C41, Artcitylab e Flos, in un sistema di comunicazione, un gioco collettivo che ha dato alle persone costrette a rimanere a casa la possibilità di comunicare con l’esterno e a trasformare le parole in luce e le case in display aperte alla strada. Come un onda sono state trasmesse e inventate parole. Parole d’amore, parole coraggiose, di gioia, anche parole per chi non c’è più. Tanti hanno condiviso in rete con #TalkingToTheUniverse i loro messaggi.

In occasione di Walk-in studio nuovi messaggi verranno lanciati! Il progetto sarrà visibile tutti i giorni dal tramonto all’alba.

L’installazione è realizzata grazie al contributo della Fondazione Arthur Cravan e grazie al coordinamento di Rossana Ciocca #artcitylab. Si ringraziano C41 e Flos per aver supportato il progetto.

(1) Intervista di Rossana Ciocca a Sophie Usunier, C41 Magazine.com, 2020.... https://www.c41magazine.com/stories/talking-to-the-universe-sophie-usunier-interview/.

SOPHIE USUNIER contorna, devia, decontestualizza oggetti, gesti, e ciò che fa parte della nostra quotidianità. Parla dell’epidermide come limite fisico, dallo spazio limitato allo spazio infinito, come un tentativo di incontrare se stesso attraverso l’altro, di creare una breccia. Dalla nostra percezione all’interpretazione delle cose, dalla relazione con l’altro a quella con il mondo, fio al linguaggio non verbale, Sophie si impegna a comunicare, entrare in relazione, intrecciare fili invisibili, a tessere per fare corpo, a creare una connessione, quindi, a comporre una forma d’unità. Far ballare, far fischiare umani, codificare in linguaggio morse per passare messaggi, ridurre giornali in coriandoli, camminare lentamente, molto lentamente, far silenzio, far esperienza, pensando che tutto è in devenire… insieme. « Il silenzio eterno di questi spazi infiniti »… Sophie ha collaborato con: FRAC Lorraine (Metz, France); International video Festival (Tallinn, Estonia); CAB, centre d’Art Bastille (Grenoble, France); Pavillon Kayserguet (Strasbourg, France); Placentia Arte (Piacenza, Italy); Neon (Bologna/Milano, Italy); Fabbrica del Vapore (Milan, Italy); ACB, scène nazionale (Bar-le-Duc, France); Triennale Design Museum (Milan, Italy); Museo Arte Contemporanea (Lissone, Italy), Haarman Bloedow haus (Berlin, Germany); Museo Laboratorio Ex-Manufactura Tabacchi (Città Sant’Angelo, Italy); Z2o (Roma, Italy); PAV, Parco Arte Vivente (Torino, Italy); Fondazione SoutHeritage (Matera, Italy); MadinFilandia (Arezzo, Italy).

SOPHIE USUNIER outlines, diverts, decontextualizes objects, gestures and what is part of our everyday life. She speaks of the epidermis as a physical limit, from limited space to infinite space, as an attempt to meet oneself through the other, to create a breach. From our perception to the interpretation of things, from the relationship with the other to that with the world to non-verbal language, Sophie engages herself in communication, relations. She intertwines invisible threads, she weaves them to give body, to create a connection, therefore, to compose a form of unity. To make people dance, to make human whistles, to encode the morse language to pass messages, to reduce newspapers into corianders, to walk slowly, very slowly, to stay silent, to make experiences, thinking that everything is developing… together. Among the exhibitions and the events, she has collaborated with: FRAC Lorraine (Metz, France); International video Festival (Tallinn, Estonia); CAB, centre d’Art Bastille (Grenoble, France); Pavillon Kayserguet (Strasbourg, France); Placentia Arte (Piacenza, Italy); Neon (Bologna/Milano, Italy); Fabbrica del Vapore (Milan, Italy); ACB, scène nazionale (Bar-le-Duc, France); Triennale Design Museum (Milan, Italy); Museo Arte Contemporanea (Lissone, Italy), Haarman Bloedow haus (Berlin, Germany); Museo Laboratorio Ex-Manufactura Tabacchi (Città Sant’Angelo, Italy); Z2o (Roma, Italy); PAV, Parco Arte Vivente (Torino, Italy); Fondazione SoutHeritage (Matera, Italy); MadinFilandia (Arezzo, Italy).

La Fondazione Arthur Cravan, è ispirata al performer dadaista A. Cravan ed ha l’obbiettivo di supportare, produrre e promuovere idee e progetti considerati ‘Irrealizzabili’, ‘non convenzionali’ e ‘Senza Futuro’.

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