Il corpo in mostra allo Studio Manzoni

di Angela La Rosa

Tracce Corporee

sabato 24 ottobre 2020

Zone: 2 - Stazione Centrale, Gorla, Turro, Greco, Crescenzago

Sinergia e movimento danno vita a TRACCE CORPOREE, la collettiva dello Studio Manzoni a cura di Michela Ongaretti e Alisia Viola. A metà tra studio d’artista e factory, Studio Manzoni è un work-in progress continuo il cui motto è “l’arte racconta il corpo e il corpo racconta l’arte”. 

Il corpo è in mostra declinato attraverso 10 diverse sensibilità che dialogano e si contaminano, in una narrazione eterogenea che attraversa due sale.
Il fondatore dello Studio Gio Manzoni, che dell’analisi anatomica del corpo ha fatto il suo segno riconoscitivo, domina lo spazio con i suoi disegni dall’impronta umanista. Nella prima sala, il monumentale wallpaper evoca lo sposalizio con il performer Marek. Il danzatore classico si esibisce in una danza dal ritmo incalzante e il suo corpo, tra tensioni e silenzi, si sdoppia nei ritratti di Manzoni. Nella seconda sala troviamo le/gli altr* 8 artist* che indagano il linguaggio del corpo attraverso diverse discipline: le maschere teatrali di Andrea Cavarra che richiamano una tradizione millenaria; la pittura materica di Paolo Guarnieri che indaga il femminile e la sua corporeità e gli scenari simbolici e mitologici in chiave contemporanea di Alessandra Vaghi. Si aggiungono le a-temporali e sensuali figure femminili dell’illustratrice Sonia Aloi e gli arredi della scenografa Serenella Bellini, due artiste della futura programmazione. Alla riflessione sul corpo si aggiunge quella del rapporto tra esseri umani e natura, nei lavori di straordinaria carica poetica di Silvia del Grosso, Sara Meliti e Juri Ronzoni. Se Ronzoni fotografa questa comunione nei suoi trittici di ambientazioni quotidiane rese scenografiche; Meliti nei suoi scatti immortala danze Butō e la performer del Grosso che, contemporaneamente, espone disegni e tessuti che connettono artista e pubblico.
Il filo rosso che collega queste produzioni, il corpo, rivela tutta la sua complessità svelandosi come carne, poesia, simbolo, strumento capace di connetterci all’altro e al mondo, luogo di indagine e affermazione del sé. Se il corpo è effimero, la sua impronta rimane creando tracce corporee.